Una corretta gestione patrimoniale

Una corretta gestione patrimoniale – il money management

 Ogni strategia di successo non può prescindere da una corretta gestione patrimoniale o money management.

 

La parte più difficile di una transazione finanziaria non è tanto la strategia operativa di mercato, analizzare il mercato e decidere il momento corretto di entrata ed uscita, quanto la parte di money management: la grandezza del conto, la composizione del portafoglio, la cifra da utilizzare per ogni singola operazione hanno un impatto fondamentale sul risultato finale del proprio trading. E’ pieno di consulenti che aiutano a capire come e quando entrare e in che direzione farlo, ma è raro trovare qualcuno che dica esattamente quanto investire in ogni operazione e come diversificare il proprio portafoglio.

Alcuni operatori pensano che la gestione patrimoniale sia l’ingrediente principale di una strategia di trading, forse più importante della tecnica vera e propria. Io non credo che il money management sia più importante della tecnica, ma sicuramente è un ingrediente indispensabile, fondamentale, senza il quale avere successo è impossibile. Il money management non fa altro che aumentare le probabilità di sopravvivenza nel caso in cui la strategia stia attraversando un momento negativo, perchè lo scopo del trader deve essere sempre quello di operare in un’ottica di lungo periodo.

 

Concetti base sul money management.

Considerando che la questione della gestione di un portafoglio può essere complicata e richiedere l’uso di statistiche avanzate e calcoli matematici complessi, cercheremo tuttavia di semplificare l’argomento il più possibile. Le linee guida che seguono possono essere utilizzate nella distribuzione di fondi e nella determinazione della grandezza del portafoglio.

  • Il totale investito dovrebbe limitarsi al 50% del capitale disponibile totale, il restante dovrebbe essere investito in titoli di stato od obbligazioni sicure a lunga scadenza. Questo significa che non bisogna mai operare con più del 50% del proprio capitale, poichè il restante 50% è una riserva da cui attingere nel caso ci trovassimo in periodi di avversità. Se per esempio il vostro capitale complessivo è di 100mila euro, non dovreste investire nel trading più di 50mila euro.
  • La cifra da investire in ogni singolo mercato dovrebbe limitarsi al 10-15% del totale del capitale, pertanto se ho un portafoglio di 100mila euro, potrò investire solo 10-15mila euro a margine nel forex con una determinata strategia.
  • La cifra rischiata per ogni singolo trade non dovrebbe mai superare il 2-3% del capitale a margine.
  • La cifra investita in ogni settore di mercato o strategia operativa deve essere limitata al 20-25% del capitale totale, questo per evitare di investire troppo in un solo settore o in una singola strategia operativa. Ad esempio se conoscete i cicli, una strategia di analisi tecnica classica, Smalfi e una strategia di scalping, state operando con 4 strategie e ognuna di queste non dovrebbe superare il 25% del vostro capitale complessivo, la stessa cosa vale per investimenti di lungo periodo su metalli preziosi o commodities.
 

Una corretta diversificazione

La diversificazione su più strategie di investimento, o più strumenti finanziari (futures, forex, opzioni) è sicuramente un approccio corretto.

 

L’uso degli stop loss

A meno che non stiate usando una tecnica particolare come Smalfi, dove il rischio è calcolato e controllato con altri strumenti, in particolare utilizzando il meccanismo della leva invertita, l’uso degli stop loss nel trading classico è di fondamentale importanza. A questo riguardo è consigliabile miscelare operatività di breve periodo con stop loss più ravvicinati a operatività di lungo periodo con stop loss di più ampio respiro, l’hedging è anche un ottimo modo per aiutarsi nella gestione del rischio nella normale operatività.

 

Cosa fare dopo un periodo di successo o avversità?

Cosa dobbiamo fare dopo aver guadagnato molto o perso abbastanza?

Se una sequenza di perdite mi porta a mandare in fumo il 50% con una determinata strategia, cosa fare? Aumentare il rischio per recuperare più rapidamente? Oppure rimanere cauti ma coscienti del fatto che per tornare dal 50% al 100% dovremmo fare il 100%? Fare operazioni più selettive o continuare sulla linea precedente? Un dilemma più gradevole avviene quando invece abbiamo agganciato una sequenza positiva piuttosto lunga e stiamo guadagnando il 50% il poco tempo. La risposta a queste domande non è ovvia come potrebbe sembrare.

Ogni trader si segna una serie di massimi e minimi, creando qualcosa di simile ad un grafico, la direzione del grafico ovviamente dovrebbe essere al rialzo, se il trader sta guadagnando. Il momento peggiore per aumentare il rischio viene dopo una fase di guadagni. E’ come comprare un mercato in ipercomprato di trend rialzista. La cosa migliore da fare consiste nell’aumentare la quantità investita dopo le perdite. Questo aumenta la possibilità che l’incremento del capitale investito possa essere raggiunto con acquisti vicini ai minimi, invece che vicino ai massimi, in pratica utilizziamo l’analisi tecnica anche nell’osservazione del rendimento del nostro conto.

 

David Ruscelli
Independent Financial Services Professional
CEO & Founder www.forexstrategico.com

 

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